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Dalle scatole ai solidi ai poligoni, classe 2a

Documento solo ora il lungo percorso partito dall’osservazione delle scatole per arrivare a conoscere i solidi e da lì i poligoni, svolto in classe 2a
Ringrazio per il percorso i numerosi spunti dei gruppi tematici di matematica in Facebook e i colleghi che generosamente mettono a diposizione i lavori fatti in classe.

Questa mattina ci siamo occupati di scatole…

Durante la settimana da casa ne abbiamo portate tantissime poi le abbiamo messe tutte in palestrina (aula grande, vuota che favorisce attività distanziati) e le abbiamo guardate per cercare di capire come avremmo potuto suddividere, fare delle classi, classificarle si dice… “Anche noi siamo una classe…stiamo insieme perchè abbiamo tutti la stessa età…!”

Le idee non sono mancate e quindi abbiamo cominciato a suddividere per colore, per contenuto (cibo…detersivi…giochi…altro…) per grandezza, per spessore, a gruppi di decine (per poterle contare meglio…erano 109!), dalla più grande alla più piccola (che poi è diventato un ordinamento dalla più alta alla più bassa…) secondo il numero delle facce, secondo la forma delle facce, se c’erano curve o meno…

 

Abbiamo capito che per fare dei gruppi, per classificare, bisogna mettersi bene d’accordo sui parametri, su chi ci può stare e perché…

Queste scatole infatti hanno veramente tante variabili… quella che per me è grande per un altro può essere media, quella che per me è spessa per altri può essere piatta e quindi bisognava mettersi d’accordo, trovare dei punti di riferimento….

I bambini hanno lavorato in autonomia, seguendo le classificazioni che erano state dette all’inizio guardando le scatole…
Naturalmente è stato tutto un sanificarsi e cercare di stare comunque a una certa distanza ma la manipolazione delle scatole era necessaria…

L’ attività è stata mooolto coinvolgente e partecipata…

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“Maestra il sabato lo potremmo chiamare SCATOLEDÍ!”

E oggi infatti breve riassunto delle puntate precedenti e via…formiamo lo scheletro delle scatole lo hanno chiamato…con pongo e stecchini…
Scegliamo gli stecchini adatti…in modo tale che il mio scheletro sia simile alla scatola di modello…

Quanti stecchini ci servono? Quante palline?
Che forma ha? E questo?
Interessante sentirli argomentare durante le varie fasi di lavoro…

  

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….rompiamo le scatole!!!

E finalmente siamo riusciti a concludere il nostro lavoro sulle scatole iniziato qualche mese fa con l’osservazione , la classificazione e la ricostruzione con stecchini e pongo di alcune scatole .

Per prima cosa abbiamo osservato gli scheletri delle nostre scatole e cercato di annotare sul quaderno tutte le caratteristiche numero di spigoli, numero di vertici, numero di facce, su somiglianze differenze e uguaglianze…

Siamo poi passati alla fase di rottura delle scatole, ognuno di noi ha aperto, numerato le facce, appoggiato e ripassato sul quaderno il contorno della scatola.

Abbiamo poi osservato che spesso alcune facce sono uguali tra loro, le abbiamo individuate e le abbiamo colorate dello stesso colore.

Abbiamo poi ritagliato i pezzi della scatola, appoggiati su un cartoncino colorato, fatto il contorno ritagliato e quindi ricostruito la scatola iniziale e la nostra scatola riprodotta, e le abbiamo confrontate.

Qualcuno è stato molto preciso e molto bravo nella riproduzione della scatola, comunque tutti sono riusciti nel lavoro.

Abbiamo concluso che tutte le scatole che abbiamo ricostruito sono parallelepipedi, tutte hanno infatti sei facce che sono rettangoli, tutte hanno 12 spigoli, tutte hanno 8 vertici.

Solo una scatola era un cubo che comunque è un parallelepipedo speciale….le scatole formate solo da rettangoli o da rettangoli e quadrati sono parallelepipedi.
Le scatole formate solo da quadrati sono cubi.

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Purtroppo la DAD ci ha messo lo zampino e non siamo riusciti a concludere come avremmo voluto , con le impronte delle varie facce per classificarle ma…lo faremo a breve.

 

Contiamo i cubetti, classe 2a

Prendendo spunto dal lavoro proposto dalla maestra Patrizia Dignatici su Facebook e condividendo le idee e materiali anche con la maestra Tatjana Picolin e le altre amiche maestre, oggi in classe 2a abbiamo lavorato sulla visualizzazione e la composizione dei cubetti

Le composizioni (immagini trovate online e assemblate nel file che allego a fine articolo) venivano mostrate alla LIM, i bambini dovevano ritrovarle sul foglio, ritagliare, incollare sul quaderno e cercare di capire da quanti cubetti fosse composta la figura proposta…

Poi…solo poi, tentare di ricostruirla con i cubetti di legno per verificare l’esattezza.

Lavoro interessante….non solo per il conteggio dei cubetti ma anche per la visualizzazione, la lateralizzazione, la visione da più punti di vista.

 

Abbiamo anche degli ingegneri in classe che sono riusciti a inventare metodi per realizzare costruzioni “bucate” senza far cadere i cubetti…

Ecco il file dei cubetti: